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lunedì 15 luglio 2013

Tobruch - Diario da una buca - 22° Giorno



Mercoledì 22/10 – 1941 – XIX

 

Il sole tramonta in un limbo di sfumate luci vermiglie sullo sfondo coriaceo della distesa Marmarica.
 
Le opposte artiglierie si scambiano gli ultimi fragorosi saluti della giornata.
Si accendono i gemmati lumi della notte e, per le vie stellari, si lanciano in opposte direzioni i bolidi rombanti.
Puntate ad est, dal suono ampio e squillante.
Tonfi di bombe sulla città assediata.
Bianchi lampeggi delle granate, sciabolate di riflettori da terra, e lampioncini appesi al drappo azzurro dall’alto.
Parabole graziose e pittoresche, anelanti fontane di luce dei proiettili traccianti.
Nell’ampia cerchia che fronteggia il vallo degli assediati, fra gli uadi e le dune sabbiose, affacciato ai margini dei ciglioni aggrottati, aggrappato alle quote vittoriose e bruciacchiate, veglia il fante paziente e tenace, accanto alla sua arma.
Il fante che balzerà ardito e vibrante quando Dio vorrà che la veglia d’armi sia compiuta.
Vigila il fante, uscito dalle buche che hanno offerto il duro giaciglio ed il fragile riposo nell’afosa giornata, quando il sibilo del vento si trascina il codazzo della polvere nella scia infuocata.
Le pupille fisse oltre il reticolato, sogna il fante incantato.
Sognano i cuori ed aspettano il dì beato.
Balzeranno allora nuovi paladini, sotto il rovente arco di fuoco, i fanti d’Italia, per afferrare alla gola il pestifero mostro britannico.
Libera dalle catene sorgerà luminosa e spiccherà il gran volo la Vittoria Africana.
 
Caporal Maggiore Carmine Peluso

mercoledì 3 aprile 2013

Tobruch - Diario da una buca - 17° Giorno


Venerdì 17/10 – 1941 – XIX




Ci siamo trasferiti dall’Uadi alla quota 145 conquistata orsono un mese.
Tutti lavoriamo per farci la buca.
I colpi di piccone si succedono ritmati, mentre le pale buttano da parte la terra smossa da poco.
“Come va Mastro?”
“Eh! Si tira avanti!”
In fondo il lavoro nobilita l’uomo e poi, quando si pensa, che si lavora per riposarci.
Così si è lasciato il fucile per imbracciare con egual spirito di combattività gli arnesi da lavoro.
Tutta la compagnia è impegnata per costruire le proprie buche e il lavoro procede celermente.
Il Comandante l’aveva detto chiaro.
“Ragazzi, bisogna lavorare e presto!”
Tutti lo sappiamo, e ognuno ha di già compreso il proprio dovere.
Questa terra, attraversata da centinaia di carri armati, calpestata da soldati di tutte le armi, adesso si appresta a scoprire il suo interno che è ancora vergine. E’ una terra brulla e, dopo i primi strati, appare la roccia; sembra quasi sia gelosa della sua verginità, ed oppone una forte resistenza.
Ma il fante lavora; fuciliere, autista, artigliere, marciatore; il fante sa fare anche il lavoratore.
Il Genio si occupa di lavori più grandiosi, ma è il fante che in prima linea costruisce le piazzole, i capisaldi ed ogni sistema di piccole opere fortificate.
Chi non sta in linea con il fante non può ben conoscere le sue molteplici attività, la sua pazienza ed il suo orgoglio di essere un fante.
Nonostante il nemico batta con le sue artiglierie le posizioni vicine, i miei camerati si mantengono allegri; anzi parecchi cantano.
“Fiorin Fiorello….”
Si sa che lavorare è tanto bello.
Però per l’Inghilterra lavorerà il manganello.

Caporalmaggiore Carmine Peluso

venerdì 3 febbraio 2012

Diario Fotografico - 18° Parte

Aggiungo le ultime sei pagine del Diario Fotografico, di Guerra, di mio Padre. Siamo all'armistizio, allo sfacelo ed al "tutti a casa".













mercoledì 25 gennaio 2012

Diario Fotografico - 17° Parte

Ancora sei pagine di foto. Tutte scattate nel 1943. Le prima due pagine mostrano una Italia già soggetta a file e mancanza di servizi e di generi necessari. In particolare i fanti costieri sono chiamati ad un servizio d'ordine presso un Uficio Postale.
Le altre quattro pagine mostrano mio Padre in visita a Bologna nella tarda primavera, sempre del 1943. Non saprei dire se ci fu inviato per servizio (ma quale?) o ci andò per diletto (nel periodo più brutto della guerra?). Forse non saprò mai la verità.





lunedì 9 gennaio 2012

Diario Fotografico - 15° Parte

Ai primi di ottobre 1942 Carmine viene trasferito al 230° Battaglione bis Costiero che, nell'ambito del Comando Difesa Porto di Napoli, sarà il nucleo iniziale del futuro 117° Reggimento Costiero. Il 230° Battaglione, che perderà poi la dicitura "bis", avrà competenza dalla Foce di Licola fino a Torre Fumo in territorio comunale di Monte di Procida.
In queste prime foto vediamo Carmine nei baraccamenti posti nel "Fondi di Baia" e poi gran parte del Battaglione impegnato in esercitazioni nell'inverno '42/'43.






lunedì 17 ottobre 2011

Diario Fotografico - 5° Parte

Oggi aggiungo venti pagine del Diario Fotografico.
Sono state scattate tutte nel settembre dell'anno 1940. La guerra, benchè in atto, non è percepita dalle truppe che si trovano attorno Tripoli, con la Francia ritirata dal conflitto e gli inglesi lontani in Egitto.
I fanti della Bologna hanno il tempo di fare i turisti all'interno della costa libica, verso l'altopiano del Gebel Nefusa. Da El Azizia, dove risiede il 40° Fanteria, per raggiungere Garian, debbono percorrere i terribili tornanti detti "I Ciglioni di Garian".
Comunque con la ferrovia raggiungono facilmente anche Tripoli.




















martedì 8 marzo 2011